FRONTE VERDE MARCHE

Blog ufficiale Coordinamento Regione Marche fronteverdemarche@email.it
martedì, 20 maggio 2008

PROGETTO

 

"IL CHIENTI è/e VITA"

 

 

 

PROGETTO "IL FIUME CHIENTI è/e VITA" PETIZIONE POPOLARE PER UN BASSO BACINO DEL CHIENTI PULITO E VIVIBILE

 

Il fiume Chienti deve recuperare quel grande patrimonio floro faunistico e tornare ad essere meta di cittadini dell’intero bacino della valle. Per farlo ritornare, come dicevano i nostri avi pieno di vita. Dopo anni di progetti rimasti solo sulla carta per incapacità amministrativa, il parco del Chienti deve essere ancora realizzato, le fogne continuano a sversare nelle acque fiumane, la vegetazione lasciata all’incuria finisce nel perdere la vita.

 

IL FRONTE VERDE PROPONE:

     

  1. L’attivazione di un’Autorità di bacino per il Chienti, che abbia poteri effettivi di controllo e pianificazione del territorio di competenza.
  2.  

     

  3. La Tutela di Aree e Piane ancora morfologicamente integre nonché recupero di quelle compromesse con l’abusivismo, grazie ad un programma di espropriazione e riassetto naturalistico che preservi –nel contempo- le attività lavorative esistenti, trasferendole su superfici commerciali sostitutive predisposte dall’Ente territoriale competente.
  4.  

     

  5. Potenziamento degli attuali depuratori in modo di "trattare" e disinquinare al 100% gli scarichi confluenti nel Chienti. La realizzazione di una rete fognaria in quei comuni dove ancora, negligentemente, non sono stati costruiti e il loro allaccio allo stabilimento di depurazione.
  6.  

     

  7. L’Attivazione di un collegamento di Piste ciclabili Fluviale che congiunga la foce del fiume e che, un giorno, lo colleghi alla sorgente. Realizzare almeno una Pista ciclabile fino alla "Abbadia di Fiastra".
  8.  

     

  9. Ripristinare e sistemare tutte le strade comunali esistenti, nelle mappe catastali, che collegano il fiume alla viabilità provinciale. Per questo proponiamo, anche per salvaguardare la morfologia e l’ecosistema, che siano realizzate zone ecologiche di sosta attrezzate. (prima della superstrada)
  10.  

 

Nel contempo chiediamo la bonifica di tutti i siti risultati inquinati dal DM del 26 Febbraio 2003, "Perimetrazione del basso bacino del fiume Chienti" n° 121. Nonché la bonifica dei "pozzi" pieni di "idrocarburi" come accertato e analizzato dall’ARPAM di competenza.

Chiediamo lo scioglimento d’autorità, da parte del Ministero dell’Ambiente e del Governo, di quelle Amministrazioni inadembienti alla normativa di sicurezza del territorio e della salute pubblica.

FRONTE VERDE FEDERAZIONE PROVINCIALE

Per sostenere il progetto popolare scrivere a

Email: fronteverdemarche@email

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lunedì, 11 febbraio 2008

MORROVALLE

VOGLIONO CACCIARE GLI ABITANTI DI FONTANELLE?

Tutto inizia nel 1992 con la prima concessione, per una attività nociva (Art. 36 del regolamento edilizio comunale).

Dopo 16 anni di altre costruzioni, oggi 2008, una variante al PRG per altri 14 insediamenti.

Dalla amministrazione ASCANI, sono seguite 11 anni della GIANNINI e 6 anni di ACQUAROLI.

Niente è stato fatto per realizzare opere di salvaguardia dell’ambiente e per la sicurezza della salute, NON ESISTE ANCORA UNA FOGNA CON UN DEPURATORE.

In 16 anni sono esplose malattie che colpiscono gli abitanti del luogo, quando ci si deciderà a prendere provvedimenti e mettere in sicurezza ambientale la zona?

Alcuni affermano, "non è provato che il triplicare delle malattie nella zona sia imputabile all’inquinamento." Ma gli abitanti della zona sono sempre gli stessi, l’unica cosa cambiata è lo stato dell’inquinamento.Non vi sembra saggio, nel dubbio, realizzare almeno una rete fognaria con un depuratore?

Fronte Verde circolo di Morrovalle

postato da: verdefronte alle ore 22:15 | link | |
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giovedì, 07 febbraio 2008

LA MADRE DI TUTTE LE LOTTE

(Sull’evoluzionismo)

Uno dei principi fondamentali su cui si fonda la nostra la nostra visione del mondo, è "il rispetto della concezione spirituale della vita e il rifiuto di ogni forma di materialismo e relativismo etico". Questo concetto è da sempre stato uno dei punti cardine del pensiero di destra, dell’ideologia che ha contraddistinto il nostro ambiente: la nostra riluttanza verso il mondo moderno è dettata infatti dal rifiuto totale ed incondizionato della concezione materialistica della vita; la nostra nostalgia nei confronti del "mondo antico" è dovuta alla decadenza attuale di tutti i valori che andavano oltre l’esperienza terrena, elevando così l’uomo. Tuttavia il materialismo è riuscito ad appropriarsi di ogni cosa. E ha fatto tutto ciò davanti ai nostri occhi, senza rendercene conto è riuscito a coinvolgere persino noi stessi. Eppure molte battaglie sono state fatte per tentare di fermare questo fenomeno, o perlomeno ostacolarlo. Se ci pensiamo bene la maggior parte delle nostre battaglie sono rivolte contro i "figli" del materialismo, contro ciò che la sua esistenza ha creato. Ma purtroppo fino ad ora tutte queste lotte sono risultate vane. Ciò è dovuto al fatto che nessuna di esse ha avuto come fine l’abbattimento delle radici di questo male, ma hanno mirato tutte a combatterne i risultati. Ma il modo migliore per sconfiggere un nemico così grande è quello di attaccarne le fondamenta. Il motivo per cui non è stata fatta una mossa simile risiede nel fatto che tutti noi, sin dalla più tenera età, siamo stati educati (più o meno direttamente a seconda dei casi) secondo dei canoni materialisti. La responsabilità principale va data alla scuola. A primo impatto ciò può lasciare perplessi, ma se si pensa alla visione che sin da piccoli ci è stata data della vita, e più precisamente dell’origine di essa, è presto svelato il mistero: a tutti noi è stato infatti insegnata la teoria dell’evoluzione come spiegazione scientifica dell’origine, è da noi stata assunta acriticamente e con lei abbiamo sempre convissuto. La qual cosa ha però inferto un duro colpo al nostro spiritualismo, eliminando tutto ad un colpo la necessità dell’esistenza di un qualcosa di trascendente. Non si può infatti negare la scienza…quindi che ne sarà di noi, di tutto ciò che abbiamo sempre sostenuto? Un simile scenario distrugge le fondamenta della nostra ideologia. Ma ciò accade soltanto se affrontiamo la questione superficialmente, senza un’adeguata conoscenza. Se infatti analizziamo la teoria evoluzionista vediamo che essa si distingue in due parti che vanno considerate separatamente: microevoluzione e macroevoluzione. Mentre la prima è realmente dimostrata, è sulla seconda che dobbiamo concentrarci, perché è sempre più oggetto di critiche da parte degli scienziati e per alcuni è addirittura una teoria superata. E’ dalla macroevoluzione che dovrà partire il nostro riscatto, che finalmente potremo minare le basi del materialismo. Il concetto di fondo è semplice: la teoria della macroevoluzione

non supera il livello sperimentale (che riguarda la riproducibilità dell'esperimento in laboratorio) e l'osservazione (empirismo, non vi è ad esempio possibilità di verificare la transizione da sistema rettile a sistema uccelli). Mi rendo conto che questa possa sembrare un’affermazione azzardata, ma alla luce dei fatti è la realtà. Non starò ora ad elencarvi tutte le prove che confutano l’evoluzionismo (provvederò eventualmente a pubblicare altri pezzi che si addentrino maggiormente nell’aspetto scientifico, e comunque invito tutti ad informarsi sull’argomento e sono disponibile a fornire materiale a chiunque ne abbia bisogno) e chiarisco fin da ora che quanto detto non vuol dire sostenere la tesi del creazionismo, per due motivi: innanzitutto vi sono altre teorie che si stanno sviluppando nel resto del mondo (la più famosa delle quali riguarda l’Intelligent Design); in secondo luogo il creazionismo non può essere nel modo più assoluto considerato valido dal punto di vista scientifico, alla pari dell’evoluzionismo, in quanto non è sostenuto da alcuna prova, e quindi entrambi vanno considerati esclusivamente sotto l’aspetto filosofico. Quello che più mi preme ora è mostrarvi le conseguenze dell’evoluzionismo sulla nostra vita, per capire quanto sia importante combatterlo per affermare finalmente la nostra visione del mondo. Lo farò utilizzando dei brani estrapolati dal numero della rivista "Sintesi" dedicata all’evoluzionismo.

DARWINISMO E PROGRESSO

L’idea di progresso ebbe una sostanziale affermazione con la rivoluzione industriale e con la pubblicazione dell’origine della specie di Darwin. Siamo tra la fine dell’ 700 e il 1860 (1959 data di pubblicazione del testo darwiniano) in piena epoca coloniale, quando lo scienziato con le sue ipotesi sfatava il dogma della fissità della specie.

L’evoluzionismo, come paradigma scientifico, nacque in una nazione, l’Inghilterra, la cui storia di quegli anni era incentrata sull’assoluta fede riposta nel progresso dell’umanità. Le parole "evoluzione" e "progresso" finirono per confondersi e scambiarsi reciprocamente, tanto che Spencer, uno dei massimi divulgatori delle ipotesi evoluzioniste nella seconda metà dell’800, identificò questi termini in un’unica direzione: "dai più antichi mutamenti cosmici rilevabili agli ultimi risultati della civiltà, troviamo sempre che il progresso consiste essenzialmente nella

trasformazione dell’omogeneo all’eterogeneo".

Questo tipo di applicazione, dell’omogeneo all’eterogeneo, venne presto applicata all’uomo; se tutto attorno a noi cambia, si trasforma, progredisce, evolve… perché l’uomo no?

Darwin scrisse:"…l’ordinario succedersi delle generazioni non si è mai interrotto e nessun cataclisma ha mai devastato il mondo. Perciò possiamo guardare con una certa fiducia ad un futuro sicuro ed altrettanto incommensurabilmente lungo. Come la selezione opera solamente per il bene di ogni essere, tutti gli ambienti fisici e mentali tenderanno a progredire verso la perfezione".

Si era convinti che il progresso evolutivo portasse alla perfezione. Questo modello di pensiero venne trasferito anche alla sfera morale e ben presto, il più evoluto, diveniva il più complesso e infine il migliore. Nietzsche, attento alla società come nessun altro, fu il primo a comprendere che le idee che si facevano largo "…sull’avvenire dell’uomo non erano una necessità scientifica, bensì un desiderio tratto dagli ideali moderni".

Con le teorie evoluzioniste prendeva piede il pensiero degli ideali borghesi e di ricerca di fondamenti per il loro modello di sviluppo. Le teorie evoluzioniste furono il prodotto naturale di quel tempo e furono fondamentali per legittimare il colonialismo e lo sfruttamento.

L’idea di progresso implicava anche la convinzione della superiorità dell’uomo "civile" rispetto all’uomo "selvaggio": l’uomo evolvendosi produceva una società più evoluta e quindi aveva il "diritto" sottomettere le civiltà ritenute inferiori.

Tale pensiero ipotizzava che lo sviluppo di ogni società umana avvenisse secondo un unico modello e che non era possibile che esistesse un processo storico discontinuo e differenziato. Ciò che in realtà si osserva nel campo storico è che il progresso non è necessario e tanto meno continuo. La storia procede a salti e poche volte è cumulativa. Se in alcune società accadeva qualcosa, in altre il

nulla era la normalità. Ogni società che si "sposta" verso la nostra ci sembra attiva e progredita, mentre quelle che divergono dal nostro modello ci sembrano involute o stazionarie. Il mondo occidentale ha grandi conoscenze sul mondo meccanico ma molto minori sulle risorse del corpo umano (Yoga e altre discipline orientali).

Questo modello di pensiero portava l’uomo dalla natura all’artificiale, la vita aumentava (forse in media) in quantità ma non in qualità, l’uomo si estraniava dai suoi reali bisogni per trovarne di fittizi. Questo processo portò, invece che ad un progresso, ad un decadimento morale e civile.

Passiamo ora al valore e alle funzioni della teoria dell’evoluzione, usufruendo delle "delucidazioni" offerteci da Mihael Giorgiev (tratte, anch’esse, da "Sintesi").

Una teoria scientifica deve avere almeno due funzioni: quella esplicativa (epistemologica), e quella di guidare la ricerca allo scopo di approfondire le conoscenze (euristica). Dopo un secolo e mezzo, come sta svolgendo la teoria dell’evoluzione queste due funzioni?

Per quanto riguarda la sua funzione epistemologica, la teoria "spiega" solo ad un livello verbale ed immaginario. A livello scientifico la teoria darwiniana non riesce a spiegare nulla: né l’origine delle diverse specie, né, come vedremo più tardi, l’origine della varietà all’interno delle specie. Da punto di vista epistemologico, quindi, la teoria dell’evoluzione ha la sola funzione di "una favola per le scuole". Per quanto riguarda la sua funzione euristica, il resoconto è, se possibile, ancora peggiore. Sull’origine della vita praticamente non si fa più ricerca evoluzionista. La teoria è finita in un vicolo cieco, perché le leggi della chimica non consentono la sintesi di isomeri ottici puri, che sono i componenti di base degli organismi viventi. Sull’origine delle specie negli ultimi decenni si sono aggiunti ulteriori problemi euristici. Le ultime scoperte della biologia molecolare dimostrano che il

"progetto" di sviluppo dell’organismo individuale non risiede interamente nel DNA del nucleo cellulare, ma anche in strutture citoplasmatiche ancora da identificare. Le teorie evoluzioniste moderne sono invece tutte "costruite" sul concetto obsoleto secondo il quale il programma di sviluppo degli organismi risiede interamente nel DNA. Questo concetto "DNA-centrista" è diventato ormai impedimento alla ricerca scientifica. Inoltre, lo sviluppo della genetica ha dimostrato che nemmeno la variabilità all’interno delle specie, dalla quale dipende la grande diversificazione delle forme di vita, ha un meccanismo darwiniano di "mutazione casuale – selezione naturale", ma consiste nel rimescolamento e nell’attivazione di geni già presenti negli organismi. (La selezione negli allevamenti non consiste infatti nel "catturare" nuovi geni, ma nell’isolare e riprodurre gli individui nei quali sono attivi ("espressi") i geni desiderati. Questo, naturalmente, Darwin non poteva saperlo, ma i biologi di adesso lo sanno). A questo punto la teoria dell’evoluzione, già carente sul piano epistemologico (capacità di spiegare), ha perso anche la sua funzione euristica (di guida alla ricerca).

Se la teoria dell’evoluzione non riesce né a spiegare i dati dell’osservazione, né a indirizzare la ricerca, che cosa la rende così importante? Lo spiegano gli stessi evoluzionisti. Ecco la dichiarazione fatta nel 1959 durante le celebrazioni del centenario della prima edizione dell’Origine delle Specie presso l’Università di Chicago da Julian Huxley, intellettuale di spicco, biologo, fondatore e primo segretario dell’UNESCO:

"Nel 1859 Darwin ha aperto il passaggio verso un nuovo tipo di organizzazione ideologica del pensiero e della fede, organizzazione basata sull’evoluzione... Nel modo di pensare evoluzionista non c’è né bisogno né spazio per il sovrannaturale. La terra non è stata creata, si è evoluta. Così gli animali, le piante, inclusi noi uomini, la mente e l’anima, come il cervello ed il corpo. Così la religione" .

Nel 2002 Francisco Ayala, ex-prete cattolico, professore di biologia evolutiva presso l’Università di California ad Irvine, presidente del Consiglio direttivo di Scienza e Creazionismo dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli USA, indica anche altre ragioni:

"Darwin ha aperto una nuova era nella storia intellettuale del genere umano, cambiando radicalmente la nostra concezione dell’universo e della posizione del genere umano in esso...L’origine degli organismi viventi era estranea a ogni tipo di spiegazione scientifica... Fu il genio di Darwin a completare la rivoluzione copernicana estendendo alla biologia la nozione di natura come sistema di movimento regolato da leggi, spiegabile dalla ragione."

L’importanza e le funzioni della teoria dell’evoluzione sono quindi chiaramente dichiarati:

1) fornire una visione materialista e ateista del mondo;

2) dare la fiducia di poter rispondere con la scienza (la ragione) a tutte le domande che l’uomo può porsi nel campo della biologia.

Una teoria che si vuole scientifica non può essere difesa solo perché filosoficamente o ideologicamente "importante". Occorre pure sostenerla con argomentazioni logiche e scientifiche, e con i dati dell’osservazione. Visto che tutti questi non esistono, con quali argomenti viene sostenuta? Anche questo è spiegato dagli stessi evoluzionisti. Ecco Richard Lewontin, genetista dell’Università di Harvard:

"Noi difendiamo la scienza nonostante l’evidente assurdità di alcune delle sue affermazioni e la tolleranza della comunità scientifica per delle favole immaginarie...perché abbiamo un impegno materialista aprioristico...Non è che i metodi e le istituzioni della scienza ci obbligano ad accettare una spiegazione materialistica dei fenomeni, ma al contrario, siamo costretti dalla nostra adesione aprioristica alle cause materiali...Questo materialismo è assoluto, perché non possiamo permettere l’accesso a Dio."

Ancora più chiaro Scott Todd, biologo dell’Università di Kansas: "Anche se tutti i dati indicano un progettista intelligente, una tale ipotesi è esclusa dalla scienza perché non è naturalista".

Queste affermazioni dimostrano che l’evoluzionismo è ritenuto "scientifico" non perché dedotto dalle osservazioni, ma perché imposto dalla filosofia materialista, mentre l’idea di un Creatore non è ammessa non perché contraddetta dall’osservazione, ma perché proibita dalla filosofia materialista. Viceversa, anche le favole più inverosimili sono accettate come teorie "scientifiche" purché materialiste, mentre quand’anche tutte le osservazioni dovessero indicare l’attività di un Creatore, tale ipotesi è respinta perché non materialista. Stando così le cose l’evoluzionismo non è scienza, ma filosofia. Però filosofia "scientifica", perché materialista, quindi l’unica ammessa. In questo modo vengono difesi i dogmi, non le teorie scientifiche.(…) Questa "promozione" della teoria dell’evoluzione non è giustificata dal suo valore scientifico, ma dall’autorità dei promotori che hanno la forza politica di imporre il loro credo. La situazione è descritta bene da Antonino Zichichi: "La cultura dominante ha fatto credere al grande pubblico che l’origine della vita e l’evoluzione biologica della specie umana siano verità scientifiche di stampo galileiano. Ricordiamo ancora una volta che le verità scientifiche di stampo galileiano hanno tre livelli di credibilità e che l’evoluzione biologica della specie umana fu all’inizio, è sempre stata, ed è ancora oggi sotto il livello minimo di credibilità scientifica."

 

Bisogna infine analizzare le conseguenze che questa teoria ha su di noi. Infatti, nonostante la sua inconsistenza scientifica, l’evoluzionismo è attualmente insegnato a tutti i livelli scolastici come una teoria scientifica ben verificata, insieme e a pari merito con le scienze sperimentali. Questo modo di insegnare non solo è un inganno, ma ha anche importanti conseguenze per la capacità stessa di ragionare degli studenti.

Conseguenze per le scienze biologiche

Conseguenze pedagogiche

"Se un uomo non è disposto a lottare per le sue idee, o le sue idee non valgono niente o non vale niente lui". Così affermava Ezra Pound, ed è questo che ci deve spingere ad intraprendere una battaglia di dimensioni enormi ma tutt’altro che impossibile: una battaglia che in molte altre parti del mondo è già stata intrapresa e che nel 2003 è sbarcata anche in Italia, ottenendo un successo insperato e aprendo il dibattito anche in un paese "culturalmente bloccato" come il nostro. Ora è compito nostro portarla avanti per contrastare la cultura materialista che ha arrestato lo sviluppo della conoscenza in nome di effimeri interessi politici, incurante del fatto che, così facendo, si sarebbero distrutti i valori che da sempre hanno contraddistinto l’esistenza, quella vera. La gente ha il diritto di sapere…noi abbiamo il dovere di informarla!

:
per dimostrare la validità scientifica dell’evoluzionismo è necessario educare i ragazzi ad interpretare l’evidenza empirica non in modo logico e coerente con la realtà, ma in modo contrario, imposto dal dogma materialista (naturalista). Da questo ne derivano una serie di conseguenze pedagogiche negative. Insegnando l’evoluzione come una teoria scientifica ben verificata, gli insegnanti non insegnano scienza, ma indottrinano nella filosofia materialista. Solo accettando a priori ed in modo acritico il dogma materialista è possibile percepire i dati dell’osservazione e sperimentazione -variazioni di grandezza dei becchi dei fringuelli, resistenza antibiotica, tutti contrari alla teoria dell’evoluzione -come "prove" per la teoria. Questa è una educazione al pensiero dogmatico, non a quello scientifico. Impedisce, e non favorisce lo sviluppo del pensiero critico, tradendo così gli stessi scopi dell’educazione. Le conseguenze pedagogiche sono particolarmente gravi perché l’insegnamento inizia in un’età troppo giovane, quando i ragazzi non sono ancora in grado di valutare la validità scientifica delle teorie evoluzioniste. La carenza di conoscenze metodologiche e di spiegazioni empiriche consente di imprimere nelle menti facilmente, e con valore assoluto, tutte le nozioni teoriche e aprioristiche, a maggior ragione se avvalorate dall’autorità dell’insegnante. I giovani sono indotti a considerare una costruzione speculativa come un fatto realmente accaduto. Questo modo di insegnare è una manipolazione delle capacità stesse di ragionamento e di apprendimento degli studenti. Viene ostacolata la capacità di distinguere le differenze tra le cose, che è fondamentale per lo sviluppo del pensiero critico ed è più importante dell’abilità di vedere le somiglianze. Per i ragazzi diventa difficile distinguere il pensiero scientifico da quello speculativo, il vero dal falso, la realtà dalla fantasia, i fatti dalle opinioni, le conclusioni formulate per deduzioni dalle osservazioni empiriche dalle conclusioni formulate per ragionamento basato su assunzioni filosofiche aprioristiche. Queste difficoltà hanno implicazioni che vanno ben oltre l’apprendimento delle materie scientifiche, perché condizionano la capacità di giudizio critico in tutti i campi delle attività umane.
:
anziché incoraggiare gli studenti universitari delle discipline biologiche a sviluppare nuove e più adeguate teorie, l’insegnamento dell’evoluzionismo li prepara solo a difendere una teoria obsoleta tramandata dai loro predecessori. Questo blocca il progresso delle ricerche ed impedisce l’esplorazione di nuovi modelli. Tale atteggiamento è quanto di più antiscientifico si possa immaginare. Esso si riduce alla difesa di un dogma, anziché promuovere lo sviluppo di un rigoroso pensiero scientifico e critico: esattamente l’opposto di quello che è lo scopo dell’insegnamento scientifico.

di Vincenzo Sofo
postato da: verdefronte alle ore 17:53 | link | |
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giovedì, 13 dicembre 2007

A PROPOSITO DEI  LAVORI SUL TORRENTE "CERTANO"

Anche il Movimento ecologista “Fronte Verde” interviene sulla vicenda dei lavori fatti dal Comune di Cagli  sul Torrente Certano nella Frazione Pianello. “Questo intervento” dichiara il Coordinatore regionale del “Fronte Verde” Tonino Quattrini,   “oltre ad essere stato fatto male, è uno scempio per le strutturi naturali del torrente Certano. In un periodo in cui la scarsità della risorsa acqua è un dramma che colpisce il mondo intero, sono inqualificabili, dannosi e pericolosi, gli interventi effettuati su questo torrente. Il rischio infatti di cambiare la struttura naturale del letto torrentizio, con un danneggiamento della struttura impermeabile costituita naturalmente dall’acqua negli anni, è molto alto e nel corso degli anni purtroppo, ne abbiamo visto molti esempi. Ci creano sconforto le dichiarazioni degli amministratori locali sullo sfratto forzato dei pesci e sul fatto che questi lavori siano stati fatti con rispetto… Il vero intervento per il bene della natura, dell’uomo e della sua sicurezza, sarebbe stato quello di curare periodicamente il corso del torrente (consideriamo anche il fatto che il torrente Certano ricade in una Zone di Protezione istituita dalla stessa Provincia).Per il “Fronte Verde” questa non è una questione di soldi (o meglio, non solo)…che siano stati stanziati 20 mila, 200mila o 2milioni di Euro! I soldi si possono spendere, perdere, sprecare e ritrovare, ma il danno che si fa alla vita dei fiumi e al loro corso naturale costruitosi in tantissimi anni, non può e non sarà più recuperato. E’ questo il dramma delle dannose e inutili opere volute sul torrente Certano. Ci preoccupa molto l’assenza delle organizzazioni ambientaliste sull’argomento. L’ambiente non va considerato dal colore delle amministrazioni, ma va valutato e difeso per un rispetto della natura e dell’uomo. Ci angoscia inoltre il continuo e scellerato modo di sconvolgere “grossolanamente” la natura; prima il “Megagasdotto Foligno-Sestino” con il quale si vuol ferire una delle zone più integre dell’Appennino (senza uno studio serio di soluzioni alternative), ora la distruzione del letto del fiume Certano. Quale sarà domani il nuovo scempio previsto?"

postato da: verdefronte alle ore 11:14 | link | |
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martedì, 27 novembre 2007

"UFFICIO DEL LAVORO"

FRONTE VERDE

Il Coordinamento regionale del Fronte Verde segnala agli aderenti al Movimento Ecologista l'ufficio "CENTRO SERVIZI NETWORK".

L'ufficio assiste gratuitamente gli associati nelle problematiche lavorative, la struttura si avvale di operatori specializzati in:

CONSULENZA FISCALE 

CONSULENZA LEGALE

CONSULENZA SINDACALE

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L'ufficio seleziona, grazie ad accordi stipulati con diverse aziende nazionali ed internazionali, persone interessate a svolgere attività lavorativa, part-time e full-time, gli interessati possono inviare il proprio curriculum a Fronte Verde numero di fax 0733 866489  o Email: csnquattrini@libero.it 

  • L'ufficio del Fronte Verde svolge il compito di selezionare e presentare opportunità di lavoro, ogni rapporto verrà concordato con le aziende da ogni singolo in modo autonomo ed indipendente.  
postato da: verdefronte alle ore 10:48 | link | |
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